Il paesaggio invisibile. la costruzione monastica del territorio negli

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Il paesaggio invisibile. La costruzione monastica del territorio negli interstizi del Veneto contemporaneo. Preview Bibliografia Citami. Zanzotto A. Le poesie e prose scelte a cura di Dal Bianco S. Milano: Mondadori. Conglomerati, Milano: Mondadori. Milano: Bompiani. Trevisan V. I quindicimila passi, Torino: Einaudi.

Vallerani F. Il grigio oltre le siepi. Italia desnuda. Percorsi di resistenza nel Paese del cemento. Milano Indovina F. In: Indovina F. Munarin S. Milano: FrancoAngeli. Taine H. Viaggio in Italia, Torino: Aragno ed.Ceriani e G. Come in tutte le indagini qualitative la rilevanza dei materiali raccolti si presta a differenti considerazioni.

I contadini non sono spariti anzi ritornano e manifestano forme inaspettate di resistenza e di riscatto. Fanno parte di reti territoriali di produzione e di vendita spesso a dimensione locale ma talvolta anche molto estese. A questo proposito risulta cruciale il modo di coltivare la terra e di allevare gli animali. Si tratta di un modo di produzione che va spesso oltre quelle che sono le regole della certificazione biologica rispetto alla quale alcuni dei nostri testimoni sono critici non solo per motivi di costo.

Queste motivazioni emergono chiaramente dalle esperienze che abbiamo documentato.

Tosi, la scuola di comunità che prepara ad un mondo senza confini – Scuola che Cambia #8

In questa scelta di vita e di lavoro gioca un ruolo importante sia il legame con la propria storia sia la memoria di un passato che non contiene nostalgie o estetismi. Vale a dire una visione dei rapporti economici rispettosa dei diritti, ispirata non al profitto ma al benessere individuale e collettivo. Sono tutti elementi che spingono verso un modo diverso di fare agricoltura di cui i contadini sono attori necessari e consapevoli.

Anche le pratiche di sostegno finanziario e di partecipazione secondo formule mutualistiche e di patto tra produttori e cittadini si stanno estendendo. Lo testimoniano queste interviste e quello che possiamo registrare ogni giorno se prestiamo attenzione a quello che sta avvenendo nel mondo contadino. Twitter Facebook Youtube. Tweet Share Plus one Share Email.

Iscriviti alla newsletter di A Sud per ricevere news, aggiornamenti ed approfondimenti su ambiente, conflitti!Nato nel come reazione a un tentativo di speculazione edilizial'Ecomuseo Casilino costituisce una risposta alternativa all'idea che i territori "fuori dal centro" siano spazi di risulta da cui predare risorse e marginalizzare in uno spazio liminare.

Nell'estate del viene consegnato all'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Roma il piano d'assetto dell'Ecomuseo Casilino, esito del processo di progettazione partecipativa, e l'Assessorato ha avviato una procedura di ascolto e condivisione sul tema. Nel l'Ecomuseo Casilino con determinazione del 7 ottobren. G, della Direzione Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, viene riconosciuto ufficialmente Ecomuseo di rilievo regionale.

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Questo perimetro si sovrappone quasi integralmente all'area del comprensorio archeologico " Ad duas lauros [2] ", dal nome dell'antico praedium tenuta di epoca imperiale, almeno nella parte compresa fra la basilica di Santa Croce in GerusalemmePorta Maggiorevia Prenestina e via Casilina. Secondo fonti antiche Liber Pontificalis - d. Lo studio delle fonti, le interviste, i laboratori che sono seguiti a questa primissima fase di definizione hanno confermato il sostanziale riconoscimento dell'area che va da Porta Maggiore a Viale Togliatti e dalla Via Prenestina alla Via Tuscolana, come uno spazio omogeneo per chi vi risiede.

Per non parlare dell'immenso patrimonio custodito nell'area di Porta Maggiore. All'interno dell'area ecomuseale sono distinguibili almeno cinque parchi archeologici o caratterizzati da presenze archeologiche rilevanti:.

Dal punto di vista del patrimonio risalente all'epoca medievale, possiamo sicuramente annoverare le varie torri che svettavano nell'intorno della campagna romana Tor de' Schiavi, Torre di Centocelle o di San Giovanni, Torre del Quadraro etc.

Un processo di stratificazione sociale e che ha creato un caleidoscopio di culture locali e internazionali. Un luogo controverso ma vitale, dalla storia densa, eterogenea ma capace negli ultimi anni di un rinnovamento che poche altre periferie della Capitale sono state capaci di inventare, senza dimenticare il passato, ma anzi facendone tesoro per fare un salto in un futuro che ha portato questo pezzo di Roma, un tempo marginale, nel mondo. La nostra mappatura — tutt'altro che definitiva — intende far conoscere la ricchezza complessa dei luoghi e delle storie che compongono un territorio capace negli ultimi anni di un rinnovamento che lo ha portato a diventare un laboratorio di convivenza tra provenienze, storie e fedi religiose diverse.

Nel territorio ecomuseale esiste un patrimonio ricchissimo di street art da tutti conosciuto.

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Questa sovrapposizione di livelli crea un unicum nel panorama romano, in cui la dimensione "pubblica" e "comunitaria" della cultura assume livelli altrove impensabili.

Tor Pignattara vanta un pluralismo religioso particolarmente ricco. La conoscenza e il contatto diretto con i protagonisti delle confessioni con cattoliche permetterebbero di combattere alcuni pregiudizi e rovesciare gli stereotipi. Dalle voci e dalle memorie dei suoi abitanti emergono i particolari della vita di ogni giorno sotto il regime fascista e negli anni del conflitto mondiale, fino ai mesi drammatici e violenti dell'occupazione nazifascista e della lotta per la liberazione.

I laboratori partecipativi nei vari quartieri dell'Ecomuseo Casilino, hanno portato quindi a un processo di "riconoscimento del territorio" e di "patrimonializzazione partecipata".

Un palinsesto di storie, immaginari, tradizioni, credenze, ricerche personali e collettive che compongono un mosaico di un territorio in costante evoluzione. Un viaggio nell'arte muraria pubblica nei tre quartieri che hanno visto esplodere il fenomeno della street art. Percorso realizzato grazie alla collaborazione della Galleria Wunderkammern, Progetto M.

Ro e Muri Sicuri. Un mappatura delle risorse naturali che prosperano all'interno del contesto urbano, all'interno di aree verdi, spazi naturali spontanee, vere e proprie oasi naturalistiche.

Qui sono raccolte le risorse che costituiscono il paesaggio della storia e della memoria della seconda guerra mondiale e della lotta di Liberazione dal nazifascismo nei quartieri che fecero parte dell'VIII Zona di Resistenza. Oggi quel paesaggio emerge da alcuni elementi ancora ben visibili lungo le strade e sugli edifici, mentre in altri casi la memoria va cercata nell'invisibile, nel ricordo dei testimoni e nelle ricerche degli storici del territorio. Quartieri giovani, che negli anni Settanta e Ottanta videro l'impegno di ragazzi e ragazze uniti nei movimenti politici e nei collettivi, mentre si costituivano i primi comitati di quartiere rivolti al miglioramento degli spazi sociali.

Non va dimenticato lo scontro politico fra movimenti di ideologia opposta, che lasciarono nei quartieri profonde ferite umane, individuali e collettive. I quartieri dell'Ecomuseo Casilino - che proprio negli anni del primo dopoguerra cominciarono a prendere forma metropolitana - custodiscono luoghi e opere per ricordare episodi e vittime della Grande Guerra.

Tra il e il il Comune di Roma - divenuto Governatorato sotto il regime fascista - propose di realizzare un piccolo rione degli eroi e dei pionieri del volo nel quartiere suburbano di Tor Pignattara, lungo la destra di via Casilina. Le risorse, ossia i punti di interesse del territorio di questo percorso, si intrecciano in trame di significato, connotandolo e costituendo alcuni nodi cruciali, che oggi sono divenuti anche simboli del quartiere da recuperare per immaginare un futuro di questi luoghi.

Entrambi i centri sono liberamente visitabili previo appuntamento, scrivendo via mail a ecomuseocasilino[at]gmail. L'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros interpreta in modo assai rigoroso il dettato ecomuseale e quindi non predispone un centro di esposizione del patrimonio, ma intende valorizzare quest'ultimo nel luogo in cui esso si manifesta.Come in tutte le indagini qualitative la rilevanza dei materiali raccolti si presta a differenti considerazioni.

I contadini non sono spariti anzi ritornano e manifestano forme inaspettate di resistenza e di riscatto.

Fanno parte di reti territoriali di produzione e di vendita spesso a dimensione locale ma talvolta anche molto estese. A questo proposito risulta cruciale il modo di coltivare la terra e di allevare gli animali.

Il paesaggio

Si tratta di un modo di produzione che va spesso oltre quelle che sono le regole della certificazione biologica rispetto alla quale alcuni dei nostri testimoni sono critici non solo per motivi di costo.

Sono molte le motivazioni delle pratiche agricole, anche multiformi, che cercano una fuoriuscita dal modello agroindustriale dominante.

Queste motivazioni emergono chiaramente dalle esperienze che abbiamo documentato. In questa scelta di vita e di lavoro gioca un ruolo importante sia il legame con la propria storia sia la memoria di un passato che non contiene nostalgie o estetismi.

Vale a dire una visione dei rapporti economici rispettosa dei diritti, ispirata non al profitto ma al benessere individuale e collettivo. Sono tutti elementi che spingono verso un modo diverso di fare agricoltura di cui i contadini sono attori necessari e consapevoli. Anche le pratiche di sostegno finanziario e di partecipazione secondo formule mutualistiche e di patto tra produttori e cittadini si stanno estendendo. Lo testimoniano queste interviste e quello che possiamo registrare ogni giorno se prestiamo attenzione a quello che sta avvenendo nel mondo contadino.

Il progetto del libro ci interessa molto siamo editori e anche una distribuzione specializzata su questi temi.

Una ottica nuova ed eterna. Forse voi amici non avete mai visto un vero esorcismo. Non poggia sulla piramide!.

PAESAGGIO NELL’ARTE

Sono spiriti ribelli che cercano di nutrirci del nostro sangue e ci fanno ammalare e ci portano alla morte ultimo nemico della Vita da abbattere!. Non possono sussistere ma intanto nascosti cercano come le onde radio non si vedono ma si manifestano in un televisore, il corpo.

Un lungo articolo ben espresso a fronte di tanti altri sul web si legge di tutto che purtroppo per consuetudine non insistono su un approfondimento. Aggiungo anche non banale e ricco di concetti come di terminologie che ci appartengono e col rischio che queste vengano poi manipolate da esperti contraffattori, espropriandole dalla riflessione profonda che esprimiamo.

Sito web. Iscrivimi alla newsletter di Comune-info. Leggo questa frase lapidaria sul giornale.

Daniela Delvecchio, un'intervista sul paesaggio contemporaneo

Follow comuneinfo. Commenti tutto molto bello bisognerebbe avere un bel pezzo di terra in mano e poi gente matura a cui vendere il prodotto. Ottima sintesi. Franco Zumelli. Ultimi articoli pubblicati da Comune-info Pensare.

Moni Ovadia.Salta ai contenuti. Salta alla navigazione. La cartografia storica e, dagli anni Trenta, la fotografia aerea, lette a ritroso offrono il confronto sintetico e complessivo e, soprattutto, la percezione immediata dei quadri ambientali e dei loro mutamenti. Lo strumento allora innovativo, la fotografia, rafforza il concetto di punto di vista, pan-orama. Fin dal erano nati i primi dieci Uffici regionali per la conservazione dei monumenti, fra cui quello di Bologna.

La prima legge organica dello stato italiano in materia, la n. Resta analoga la motivazione anche nel fondamentale art. Nel secondo dopoguerra il paesaggio agrario ancora rispecchia il rapporto di interdipendenza fra forma e funzione: il podere e la casa rurale sono ingranaggi di una macchina produttiva, legata ai tipi di economia, ai caratteri morfologici, alle condizioni sociali e culturali. Lucio Gambi sviluppa con La casa rurale nella Romagna, le basi di una classificazione tipologica persistente nel tempo per le case rurali.

Le categorie segnalate dalla legge del di tutela dei beni ambientali e paesaggistici, non avevano carattere sistematico e, soprattutto, non erano inserite nei pur previsti piani paesistici. Una chiara immagine delle dinamiche prodottesi nella trasformazione del paesaggio, in un brevissimo lasso di tempo, si ha confrontando le foto aeree della RAF del e quelle dei voli del nota La cognizione del paesaggio. PGuermandi e G. Tonet, Bologna, Bonomia University Press, Cicala e M.

Colletta, R. Bulgarelli,Milano, Franco Angeli,p. Bulgarelli, C. Campos Venuti, Ambiente e nuova urbanistica a Modena negli anni Sessanta. Gallerani, C. Tovoli a curaIn nome del bel paese.

Bertacci, V. Degli Esposti, M. Foschi, S. Vianello, Amm. La CART prende vita da questa prima esperienza. Adani, G.

il paesaggio invisibile. la costruzione monastica del territorio negli

Badini, W. Baricchi, F. Pozzi, A. SpaggiariCinisello Balsamo -Milano, A. Pizzi editore, Itinerari nei comuni della provincia di Modena, a cura di L. Longagnani, A. Manicardi, E. Vedi: Topografia degli Stati Estensi Pezzoli e S. Venturi, Bologna, Editrice Compositori, Cederna, Salveremo Appennini, coste e foreste. Scarica il capitolo della versione cartacea in PDF k.Posta un commento. Ceriani e G. Come in tutte le indagini qualitative la rilevanza dei materiali raccolti si presta a differenti considerazioni.

I contadini non sono spariti anzi ritornano e manifestano forme inaspettate di resistenza e di riscatto. Fanno parte di reti territoriali di produzione e di vendita spesso a dimensione locale ma talvolta anche molto estese. A questo proposito risulta cruciale il modo di coltivare la terra e di allevare gli animali.

Si tratta di un modo di produzione che va spesso oltre quelle che sono le regole della certificazione biologica rispetto alla quale alcuni dei nostri testimoni sono critici non solo per motivi di costo. Sono molte le motivazioni delle pratiche agricole, anche multiformi, che cercano una fuoriuscita dal modello agroindustriale dominante.

Queste motivazioni emergono chiaramente dalle esperienze che abbiamo documentato. In questa scelta di vita e di lavoro gioca un ruolo importante sia il legame con la propria storia sia la memoria di un passato che non contiene nostalgie o estetismi.

Vale a dire una visione dei rapporti economici rispettosa dei diritti, ispirata non al profitto ma al benessere individuale e collettivo. Sono tutti elementi che spingono verso un modo diverso di fare agricoltura di cui i contadini sono attori necessari e consapevoli. Anche le pratiche di sostegno finanziario e di partecipazione secondo formule mutualistiche e di patto tra produttori e cittadini si stanno estendendo.

Lo testimoniano queste interviste e quello che possiamo registrare ogni giorno se prestiamo attenzione a quello che sta avvenendo nel mondo contadino. Nessun commento:. Iscriviti a: Commenti sul post Atom.A seguire ho frequentato a Venezia i corsi post-laurea della scuola diretta da Marcello Balbo relativa alla cooperazione e lo sviluppo.

Comunque qui si aprirebbe un tema molto vasto anche se particolarmente attuale.

Lago di Resia e la leggenda del Campanile

In sintesi ho seguito la mia predisposizione personale contemporaneamente nomade e sedentaria, stando attenta a non disperdermi troppo. Comunque da parecchi anni ed in modo consistente, utilizzo anche la tecnologia, in particolare per la ricerca.

Louis Khan. Patrik Geddes. Una straordinaria avventura fuori da ogni schema. Un grande precursore per chi lo ha seguito. Un lavoro sul senso sulla forma, lo scavo, lo spazio il segno. In questo senso penso che M. Al contempo sono sempre stata molto interessata allo sviluppo di progetti culturali a partire dalle mie conoscenze, e che si rivolgono ad un pubblico ampio. Aggiungerei anche una cosa che ritengo importante ed interessante: la creazione della rete complessiva ed inedita, con una serie consistente di partners, inclusa la bella esperienza con le librerie ed Ascom.

Programmi per il futuro? Come ad esempio il progetto secondo classificato per il museo del territorio e le popolazioni del Delta di Comacchio o quello per il memoriale della shoah dello scorso anno a Bologna, in mostra sino ad ottobre.

Poi una serie di progetti che riguardano il paesaggio le sua conoscenza, conservazione e reinterpretazione. Non penso che il paesaggio sia compatibile con definizioni come molti studiosi sostengono. Chi sono i tuoi maestri? Chi ti ha aiutato, concretamente? Che eventi hai organizzato o collaborato a realizzare, prima?

Convegni e corsi di formazione parecchio complessi.


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